I misteri di Napoli: itinerario tra leggende e segreti
10/31/2024
Volete fare un itinerario diverso dal solito? Con Tourial venire alla scoperta delle leggende e dei segreti di Napoli
Dai vicoli del centro storico alle chiese antiche, Napoli offre innumerevoli leggende e segreti che risalgono a secoli fa e che tuttora affascinano i suoi visitatori. Insieme a Tourial segui questo itinerario e scoprirai alcuni dei luoghi della città partenopea, visitabili oggi, che racchiudono storie e leggende ricche di mistero.
Leggi anche: Perchè si dice che Torino sia esoterica?
La Cappella Sansevero e il Cristo Velato
La Cappella Sansevero, situata nel cuore del centro storico di Napoli, è uno dei luoghi più affascinanti e misteriosi della città. Il suo gioiello più famoso è il Cristo Velato, una scultura di marmo opera di Giuseppe Sanmartino, che rappresenta il Cristo morto coperto da un velo trasparente scolpito nella pietra stessa. La leggenda vuole che Raimondo di Sangro, principe di Sansevero e noto alchimista, avesse accesso a conoscenze arcane e fosse persino in contatto con alchimisti di tutta Europa. Sembra che il principe usò tecniche di alchimia per "trasformare" il marmo del velo in qualcosa di quasi ultraterreno, creando così un effetto straordinariamente realistico. Inoltre, la cappella ospita due misteriose "macchine anatomiche", corpi con sistemi circolatori perfettamente conservati, che alimentano il mito delle sue capacità alchemiche. Inoltre, si dice che sia meglio non entrare in questo luogo se si è in procinto di laurearsi, ma non si ha ancora conseguito il titolo: sembra che ciò porti sfortuna a chi non segue tale regola. Inizialmente, tale superstizione era legata agli studenti di medicina. La vista delle delle macchine di Raimondo di Sandro avrebbero potuto far crollare le conoscenze mediche necessarie per continuare gli studi, debilitando qualunque aspirante medico. Vuoi saperne di più? Clicca qui.
Il culto delle anime pezzentelle
Il Cimitero delle Fontanelle, situato nel rione Sanità, è un ossario estremamente interessante Il luogo è diventato famoso per il culto delle anime pezzentelle, un'antica tradizione napoletana che consiste nell'"adottare" i teschi, pregando per le anime in cambio di protezione o di grazia. Nel cimitero sembra ci siano alcuni teschi in grado di "esaudire" desideri, e tra questi il più noto è il teschio di "Donna Concetta", che sarebbe in grado di predire il futuro e si troverebbe all'interno di una teca di legno. Questo culto è ancora vivo tra gli abitanti, che considerano le anime pezzentelle delle "amiche" in grado di proteggerli. Se sei curioso sul Cimitero delle Fontanelle, leggi anche: 5 luoghi da non perdere ad Halloween.
Castel dell’Ovo e la Leggenda dell’Uovo Magico
Il Castel dell’Ovo, che si affaccia sul golfo di Napoli, è uno dei luoghi simbolo della città e deve il suo nome a una leggenda antica. Questa narra che il poeta Virgilio nascose un uovo magico nelle fondamenta del castello, il quale avrebbe avuto il potere di proteggere la città da ogni calamità. Durante il Medioevo, si diffuse la paura che l’uovo potesse rompersi e, con esso, il castello e la città sarebbero andati distrutti. Vieni alla scoperta della fortezza insieme a Tourial!
Il monastero di Santa Chiara e il fantasma di Giovanna I
Il monastero di Santa Chiara è noto per la sua splendida architettura gotica e per il chiostro maiolicato, ma cela anche una leggenda inquietante. Si racconta che il fantasma di Giovanna I d'Angiò, regina di Napoli controversa e figura complessa, appaia ancora tra i corridoi del complesso. La regina Giovanna sali al trono per diritto ereditario e il suo fu il regno più longevo e straordinario che la città abbia mai conosciuto. Si pensa che la donna sovrana fu soffocata con dei cuscini, per mano di alcuni mandanti inviati da Carlo III di Durazzo, per l’ascesa al trono di Napoli: questa è solo un'ipotesi, la sua morte è avvolta nel mistero. Il sospetto nasce sulla questione che gira intorno ai suoi resti mortali. Infatti sembra che Carlo III, per ragioni dinastiche, celò il luogo della sua sepoltura della regina. Alcuni storici hanno ipotizzato che sia stata sepolta nella Chiesa dei Francescani di Monte S. Angelo in Puglia; altri che sia sepolta proprio nel monastero di Santa Chiara a Napoli, dove la sua anima è rimasta. Si racconta che Giovanna compaia tra i corridoi del monastero, piangendo ininterrottamente. Si dice che chiunque incroci il suo sguardo, verrà colpito a morte certa, perché il suo spirito è in collera per coloro che l’hanno uccisa.
[Fonte: www.monasterodisantachiara.it]
Il Palazzo Donn'Anna e la maledizione della principessa
Situato sulla spiaggia di Posillipo, Palazzo Donn'Anna è uno dei luoghi più misteriosi di Napoli, caratterizzato da un’imponente struttura che si affaccia sul mare. Questo edificio, costruito nel XVII secolo per volere della nobildonna Anna Carafa, è avvolto in una leggenda oscura e romantica. La leggenda racconta che verso la fine dei lavori dei lavori del complesso fu organizzata una festa. Come da tradizione, fu preparato uno spettacolo teatrale, gli attori erano gli ospiti stessi. Donna Mercede de Las Torras, nipote del Viceré, interpretava una schiava innamorata del suo padrone, interpretato dal Principe Gaetano di Casapesenna. Nella scena finale la ragazza avrebbe scambiato un bacio passionale con il nobile, in linea con il personaggio recitato, innescando la gelosia di Donna Anna, l’unica che sembra non abbia applaudito alla fine dello spettacolo. Nei giorni a seguire Donna Mercedes e Anna ebbero numerosi scontri finché la giovane scomparve. Gaetano la cercò ovunque, ma non la trovò mai.
Leggi anche: 7 cose da vedere a Bologna: i segreti della città
Itinerario a Napoli: un viaggio nel mistero
In questi cinque luoghi troviamo solo una piccola parte del vasto patrimonio di leggende e misteri di Napoli. Dai culti popolari al folklore, la città offre infinite storie che fondono tradizione e misticismo. Vieni alla scoperta della città partenopea insieme a Tourial: Napoli è un’esperienza a portata di mano, un vero e proprio itinerario tra misteri e leggende.